Napoli vista da New York

La prima volta che visitai Napoli non me ne innamorai…

Poi l’ho visitata di nuovo. E di nuovo ancora… Dalla terza visita, mi sono convertita. Ho iniziato a raccomandare Napoli a chiunque avesse voglia di ascoltare… No, Napoli non è una città che rivela il suo fascino tutto in una volta

… ma non importa cosa succede, sai che ti sono assicurati un’accoglienza calorosacibo di prima qualità, e arte, architettura, rovine di livello mondiale e un’energia che farai fatica a trovare in qualsiasi altro posto.

Ed è per questo che ho capitolato allaBella Napoli”. Mi ha catturato superando le mie aspettative, e ancora di più; è avvincente e affascinante e bella, ma non si svela immediatamente. Può essere una città straordinariamente impegnativa. Ma è anche una città che non riuscirà mai, mai ad annoiarvi. E quando si parla di una storia d’amore, che cosa potrebbe essere più importante?

Questi sono solo alcuni spunti (tradotti al volo) di un articolo pubblicato sul New York Magazine del 24 settembre 2014, a firma di Amanda Ruggeri. Ci confermano che Napoli ha molto da dire anche ad un visitatore americano disposto ad andare oltre i luoghi comuni. Ma quanti hanno davvero questa disponibilità?

Intanto, la giornalista merita tutta la nostra gratitudine.

 

 

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Rosanna Purchia e il San Carlo: “Puntiamo ai diecimila abbonati”

articolo di Antonio Tricomi, pubblicato da Repubblica.it il 21.09.2014

La soprintendente del Massimo: “Vi racconto la mia strategia. Prezzi bassi e servizi online, ecco come si batte la crisi”

Lady San Carlo. Direttore operativo del Massimo dal 2009, poi soprintendente dal 2010, fin dall’inizio Rosanna Purchia si è identificata con un progetto: aprire il San Carlo alla città, fare in modo che i napoletani lo sentissero più vicino, meno paludato e solenne. Conquistare, in due parole, nuove fette di pubblico.

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Una cultura in svendita

editoriale di Francesco Durante | pubblicato su “Il Corriere del Mezzogiorno” del 25 settembre 2014

Dal San Carlo all’editoria, Napoli creativa senza governo

Napoli, malgrado tutto, resta uno dei più vivaci centri di produzione di cultura d’Italia. A volte, anzi, si ha addirittura l’impressione che sia il più vivace. Ma troppi suoi talenti sono spesso lasciati a se stessi, e la cultura non viene «governata» come meriterebbe, in una regione che tende a ricordarsene solo se può farne un comodo canale di sottogoverno.

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