Rosanna Purchia e il San Carlo: “Puntiamo ai diecimila abbonati”

articolo di Antonio Tricomi, pubblicato da Repubblica.it il 21.09.2014

La soprintendente del Massimo: “Vi racconto la mia strategia. Prezzi bassi e servizi online, ecco come si batte la crisi”

Lady San Carlo. Direttore operativo del Massimo dal 2009, poi soprintendente dal 2010, fin dall’inizio Rosanna Purchia si è identificata con un progetto: aprire il San Carlo alla città, fare in modo che i napoletani lo sentissero più vicino, meno paludato e solenne. Conquistare, in due parole, nuove fette di pubblico.

E quali sono, signora Purchia, i risultati, nell’imminenza della nuova stagione?
“Nel 2010 gli abbonati erano circa 1500, nella scorsa stagione 8250. Ora mancano tre mesi alla chiusura della campagna abbonamenti per la stagione 2014-2015 e siamo già a quota 2200. Puntiamo ai diecimila e realisticamente ci sembra un traguardo raggiungibile”.

Come si è giunti a questi risultati?
“È una strategia che viene da lontano. Tanto per cominciare, una politica di contenimento dei prezzi, che non mi sarebbe stata possibile senza l’apporto del direttore marketing Emmanuela Spedaliere. Abbiamo dato dei bonus agli abbonati storici, chiedendo loro di utilizzarli in favore dei giovani. E ancora: call center, servizi online, abbonamenti personalizzati…”.

E poi ci sono le scelte di programmazione: autori considerati “audaci”, registi di cinema o di teatro invitati a debuttare nella lirica, aperture al jazz e alla canzone d’autore….
“Abbiamo subìto critiche anche molto aspre, inevitabilmente c’è chi si è scandalizzato. Ma un molti, dal cardinale Sepe all’abbonato incontrato per strada, si sono complimentati per questi segnali di apertura. Certo, il San Carlo non deve perdere il suo aplomb. Ma nello stesso tempo era giusto che perdesse, e infatti l’ha persa, una certa autoreferenzialità. Le racconto un episodio?”.

Prego.
“Una volta mi sono imbattuta nel cassiere di una drogheria che, sul posto di lavoro, cantava a squarciagola la Turandot. Senza dirgli chi ero, gli ho fatto i complimenti. E lui: ma mica so solo questa, conosco un sacco di opere a memoria, è la mia grande passione. Allora sarà stato molte al volte al San Carlo, ho azzardato. No, mi ha risposto, forse una volta, da ragazzino. Ma là non si può andare, costa troppo, e poi bisogna mettersi eleganti….”.

E lei?
“Sempre senza dire chi ero, gli ho spiegato che non era così, che certo la decenza è decenza, e questo vale sempre, ovunque. Ma che nessuno gli avrebbe mai contestato il suo modo di vestire. E come quel signore sono in tanti a pensare, ancora oggi, che il San Carlo è un posto in cui non si può andare: artigiani, insegnanti, impiegati”.

Come mai c’è ancora questa percezione?
“Vuol dire che c’è ancora molto lavoro da fare. Ma proprio nel senso delle attività sociali, di muoversi verso i ceti meno privilegiati. E noi questo lavoro lo stiamo facendo. Per esempio con i nostri laboratori a San Giovanni a Teduccio, i bandi per i cori dei così detti “Sancarlini” o i “doposcuola in movimento” per i ragazzini di quel quartiere”.

Il 12 dicembre inaugura la stagione lirica con “Il trovatore”…
“Ecco, là potrebbe esserci una sorpresa. Negli stessi giorni, a pochi metri da noi, sarà inaugurata la stagione del metrò di piazza Municipio. E la nostra metropolitana si caratterizza per la sua attenzione all’arte contemporanea. Noi speriamo che un grande artista contemporanea intervenga, con un suo segno, nell’impianto allestito dal regista Michal Znaniecki. Ma non mi faccia dire di più”.

L’inizio della stagione 2013-2014 è stato caratterizzato da una forte crisi, causata dalla così detta “adesione” alle legge valore cultura. Crisi superata?
“Ampiamente superata. Abbiamo presentato il piano industriale, i rapporti con il commissario di governo Pietro Lignola sono ottimi, bisogna solo lavorare con grande rigore e grande attenzione ai costi. Non abbiamo ancora messo mano al nuovo statuto, ma sappiamo che il consiglio d’amministrazione sarà sostituto da un consiglio d’indirizzo, sempre presieduto dal sindaco di Napoli, in cui saranno riequilibrate responsabilità e mansioni”.

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