Strumenti di cittadinanza. L’albo pretorio on line

di Fabio Pascapè

Spending rewiev, spread oltre la soglia, stipendi a rischio, servizi pubblici progressivamente ridotti… Ce lo siamo detti tante volte: viviamo un’epoca di crisi che
chiama i cittadini ad una partecipazione attiva e proattiva alla vita della comunità
civica.

L’interfaccia della funzione di ricerca dell’albo pretorio sul sito del Comune di Napoli

Proprio la necessità di razionalizzare la spesa pubblica, la distribuzione dei tagli
sui servizi, la riduzione degli effetti dei tagli stessi tramite interventi sull’efficienza
degli uffici pubblici sono ulteriori fattori di coinvolgimento che chiamano i cittadini
ad una presenza civica sempre più vigile a presidio e tutela dei livelli essenziali di
garanzia dei diritti.

Una partecipazione civica efficace deve basarsi però su una buona conoscenza dell’attività della Pubblica Amministrazione che è resa pubblica e produce effetti nei confronti della comunità civica attraverso lo strumento del cosiddetto
albo pretorio al quale sono “affissi” una variegata serie di provvedimenti ed
atti dei nostri amministratori. Sino a qualche tempo fa l’albo pretorio era una sorta
di mega bacheca presso la quale erano consultabili (?!) atti e provvedimenti in formato
cartaceo. Di fatto si creava una sorta di imbuto informativo nel quale andavano a
confluire informazioni eterogenee che di fatto diventavano difficilmente accessibili
soprattutto nei comuni di determinate dimensioni.

Lo scenario è cambiato a partire dal 1 gennaio 2010 data dalla quale alla modalità cartacea è stata affiancata quella della pubblicazione sui siti internet con pari valore legale. Sono state poi individuate delle tappe successive per mandare gradualmente e definitivamente in pensione la modalità cartacea di affissione all’albo pretorio. Il vantaggio in termini civici è netto. Oggi il cittadino attivo e partecipe può accedere ad atti e provvedimenti dei comuni anche dal computer di casa sua e, soprattutto, può conservarne copia praticamente a costo zero semplicemente memorizzandoli sul proprio hard disk.

Questo strumento può essere di sostegno sotto svariati profili ad un cittadino che abbia preso coscienza della necessità di partecipare in senso attivo e proattivo alla vita della
comunità civica. Un aspetto spesso trascurato dell’attività amministrativa, tra gli altri, è quello della “tracciatura civica”.

Quante volte ci è capitato di notare un’opera incompiuta (un edificio pubblico, un raccordo stradale, una scuola, una struttura sanitaria, etc.) e ci siamo chiesti quando, come e
soprattutto quanto costerà portarla a termine… se mai ciò avverrà?

Quante volte ci è capitato osservando una situazione di degrado di ricordare che in campagna elettorale quel particolare quartiere era stato citato come luogo a beneficio del quale sarebbe stato effettuato un recupero ed un rilancio?

Quanti obiettivi, in altri termini, sono stati dichiarati nei programmi di insediamento di sindaci e giunte e non sono stati raggiunti (o sono stati raggiunti in ritardo) senza peraltro che mai nessuno si peritasse di raccontare al cittadino elettore quali erano state le problematiche insorte che ne avevano impedito (o ritardato) il raggiungimento?

In alcune situazioni di eccellenza l’adozione di sistemi di rendicontazione civica (bilancio sociale, bilancio partecipativo, bilancio di genere, tracciatura on line degli obiettivi del Piano Esecutivo di Gestione, etc.) hanno cercato di costruire risposte.

Il cittadino con l’albo pretorio on line ha acquisito la possibilità e lo strumento per monitorare e “tracciare civicamente” l’iter che porta, ad esempio, dalla decisione di costruire una nuova scuola alla sua effettiva edificazione e attivazione “presidiando civicamente” ogni passaggio ed ogni eventuale interruzione o rallentamento.

E’ sempre più evidente come la partecipazione e la spinta civica del cittadino sono indispensabili leve sulle quali una qualunque amministrazione civica può e deve fondare un percorso virtuoso che la porti a sfruttare fino in fondo il contributo che il cittadino medesimo può dare per migliorare le politiche civiche in quanto diretto utilizzatore e fruitore di servizi.

Naturalmente potere accedere ad un provvedimento amministrativo non significa per ciò stesso poterne penetrare il senso. Spesso i provvedimenti sono scritti con un linguaggio tecnico burocratico che mette il cittadino in seria difficoltà. In questo senso le iniziative a livello legislativo e regolamentare sono state molteplici per spingere le amministrazioni pubbliche a semplificare il proprio linguaggio prendendo coscienza del fatto che i primi lettori di un provvedimento sono proprio i cittadini e che questi ultimi debbono essere messi in condizione di comprenderlo senza avere una specifica preparazione in diritto amministrativo.

Una su tutte è la direttiva del Ministro per la Funzione Pubblica del 2002 che dovremmo avere tutti in tasca (insieme al link per connetterci all’albo pretorio on-line del nostro
comune naturalmente). In essa sono declinate delle vere e proprie regole di comunicazione e di struttura giuridica dei provvedimenti amministrativi. Nella seconda parte sono poi indicate vere e proprie regole di scrittura per ciascuna delle quali sono poi riportati periodi tratti da provvedimenti (realmente esistenti) nella scrittura originaria e nella riscrittura effettuata secondo le regole di semplificazione.

Gli strumenti con i quali attivare un percorso di cittadinanza attiva, consapevole e proattiva ci sono… resta a noi la scelta di appropriarcene e di utilizzarli per dare il nostro contributo
alla comunità civica nella quale viviamo.

La domanda è sempre la stessa: cittadini attivi o meri abitanti?

Per approfondire…

 

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